Conosci le piante principali dell’ayurveda ?

ayurLa medicina ayurvedica è considerata oggi come il sistema di cura più antico, un sistema completo e coerente, come la medicina tradizionale cinese. È nata in India più di 5000 anni.  Dal 1982, è stata ufficialmente riconosciuta come « metodo di cura» dall’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità).

IL SUO APPROCCIO È OLISTICO:

Essa considera il malato nella sua globalità. Il suo obiettivo è di ristabilire un equilibrio infranto, di restaurare un’armonia garante di un buon umore e di buona salute. In sanscrito, ayur vuol dire « vita » e veda « conoscenza» : è la scienza della vita, fondata sul concetto di energia che circola in ogni essere umano e in ogni elemento dell’universo, dal più infimo al più gigante.

Secondo la teoria dell’Ayurveda, l’universo si sarebbe formato a partire da cinque elementi fondamentali – lo spazio (o etere), l’aria, il fuoco, l’acqua, la terra – presenti in ciascun essere umano così come in ogni pianta, animale o minerale, e si combinano in tre forze vitali chiamate doshas : Vâta, Pitta, Kâpha.

Vâta proviene dall’aria e dallo spazio e governa soprattutto la respirazione, la circolazione e l’attività neuromuscolare.  Pitta viene dal fuoco e regola l’energia fisica, la digestione e il metabolismo. Kâpha è originata dall’acqua e dalla terra e collega le diverse strutture corporee e i fluidi tra di loro.

Le interazioni e il grado di equilibrio di queste correnti di energia determinerebbero la natura di un individuo sul piano fisico, emotivo e mentale. Questa costruzione sarebbe specifica per ciascuno. Ogni persona corrisponderebbe a un tipo fisico e psicologico secondo la sua costituzione, soggetta a variazioni in base al punto di equilibrio.

NIENTE AYURVEDA SENZA PIANTE

La farmacopea ayurvedica utilizza numerose piante medicinali. Diverse piante sono state studiate sul piano scientifico in India e in Occidente, dimostrando più frequentemente le loro virtù preventive o curative:

La curcuma contro le ulcere gastriche e per alleviare i dolori articolari ,

La gomma gugul in caso di malattie cardiache e per diminuire il tasso di colesterolo

Il fieno greco per migliorare la sensibilità all’insulina (diabete di tipo 2), per stimolare l’appetito e regolare il metabolismo.

Il gymnema sylvestris per ridurre il tasso di zucchero nel sangue

La resina boswellia e il zenzero per alleviare i dolori dell’artrosi

L‘ashwagandha per stimolare e rafforzare l’organismo contro diversi tipi di stress.

RIEQUILIBRARE LO STILE DI VITA

Il modo in cui mangiamo,  camminiamo,  dormiamo,  cerchiamo di rilassarci e gestiamo lo stress quotidiano, costituisce il nostro stile di vita. Agiamo e reagiamo attraverso il nostro corpo, le nostre emozioni e in maniera spesso ripetitiva dall’infanzia, con più o meno agilità e fluidità.

Alcuni blocchi ci privano di sensazioni fisiche o di sentimenti, producendo sintomi fisici o psicologici, caratterizzati dal loro aspetto eccessivo, ricorrente e rigido.

L’Ayurveda mira a trasformare queste rotture in armonia, a riconnettere ciò che era diviso, tenendo conto della nostra costituzione e dei nostri bisogni specifici, per facilitare la circolazione dell’energia. Le piante giocano un ruolo fondamentale in questa trasformazione, a condizione di essere associate a un riequilibrio dietetico, all’esercizio fisico adatto, a massaggi o alla meditazione, per ottenere un effetto globale, che l’organismo possa integrare in modo duraturo.

NUMEROSE INDICAZIONI E QUALCHE PRECAUZIONE

Alcune cure ayurvediche posso richiedere l’uso di diversi prodotti, soli o in combinazione, assunti di continuo o per cicli.

Pur essendo « naturali », queste piante impongono tuttavia delle precauzioni per l’uso : bisogna innanzitutto assicurarsi della loro qualità, evitando il loro utilizzo in caso di gravidanza o di allattamento in certi casi, diffidare dell’introduzione di una nuova pianta su un soggetto allergico, e in generale non prenderle mai di continuo ma per cicli, separate da intervalli liberi in cui il corpo « riparato» funziona attivando le sue proprie risorse.

« Nessuna medicazione senza meditazione» dice la medicina ayurvedica, nel senso che esiste uno stato di coscienza diverso dallo stato di veglia, di sonno o di sogno, nel quale l’essere umano avverte un profondo rilassamento favorevole alla regolazione di tutte le sue funzioni. Questo stato di « riposo sveglio» praticato una o due volte al giorno completa idealmente le altre misure preventive: l’uso di piante appropriate, la dieta, l’attività fisica, ecc.

In Occidente, ci stiamo arrivando a poco a poco, fornendo la neurofisiologia prove tangibili dell’efficacia di questi metodi di cura. Salute in sanscrito significa « essere stabili in se stessi» : tutto un programma! Da meditare… e perché no, da esplorare.

 

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