Osteoporosi: facciamo scattare un campanello d’allarme!

osteopoL’assunzione in funzione preventiva è ESSENZIALE.

L’osteoporosi è multifattoriale e complessa. Questa malattia che si sviluppa molto lentamente è identificata come « silenziosa » poiché non si accompagna a segni precursori e si scopre tardivamente, quando sopraggiungono i sintomi più tipici: frattura dell’anca, frattura del polso, schiacciamento delle vertebre, dolori dorsali e lombari intensi. Questi sintomi possono risultare molto invalidanti e condurre alla dipendenza.

Alcuni farmaci per combattere l’osteoporosi, i bifosfonati in particolare, hanno effetti indesiderati molto forti, spesso peggiori del male stesso: necrosi della mascella, infiammazioni a livello degli occhi, problemi seri di digestione fino all’ulcera, problemi renali, aritmie, un cattivo funzionamento del fegato e dolori muscolari e articolari spesso irreversibili…

I modulatori selettivi dei recettori agli estrogeni hanno come effetti indesiderati molto frequenti la comparsa di forti vampate di calore, sindrome pseudo-influenzale e la comparsa di edemi e crampi.

L’ormonoterapia sostitutiva può provocare la comparsa di nausee, vomito, dolori alle gambe, assunzione di peso, mal di testa e irritabilità.

Per tutte queste ragioni, sempre più persone sono alla ricerca di protocolli preventivi naturali senza effetti collaterali connessi ai trattamenti farmacologici

Comprendere l’osteoporosi: questa Patologia per quanto grave passa troppo spesso inosservata:

L’osso è un tessuto vivo in perpetuo rinnovamento. Negli adulti, l’osso « vecchio » è sempre distrutto per essere rimpiazzato da una quantità equivalente di ossa « giovani ». L’osteoporosi è una patologia caratterizzata da una massa ossea debole, il deterioramento progressivo dei tessuti ossei, una fragilità ossea e di conseguenza, un aumento del rischio di fratture. Così, in caso di osteoporosi, esiste un disequilibrio tra la formazione della matrice ossea (prodotta dalle cellule osteoblastiche) e il suo riassorbimento (assicurato dalle cellule osteoclastiche) rendendo le tue ossa fragili come la porcellanaL’osteoporosi si aggrava con l’età. Essa è spesso la conseguenza di una deficienza o di un mal assorbimento del calcio e della vitamina D. Ogni giorno in un ospedale universitario viene trattata una frattura del collo del femore

I segnali:

Tutte le ossa dello scheletro possono essere colpite salvo il cranio, la colonna vertebrale, le dita delle mani e dei piedi. Alcuni punti sono più colpiti, per esempio il polso (con l’età media di insorgenza verso i 60 anni), le vertebre (per gli schiacciamenti e le fratture) e l’anca (frequente dai 70 anni).

Il problema è che l’osteoporosi non si accompagna generalmente ad alcun segno clinico e non provoca alcun sintomo, alcun dolore tanto meno provoca fratture.

Allora, come fare a sapere se si soffre di osteoporosi?

Una perdita di altezza rapida è un segnale d’allerta e deve far pensare a uno schiacciamento vertebrale osteoporotico. Una frattura (soprattutto del polso) a seguito di un urto di debole intensità deve immediatamente far suonare il campanello d’allarme dell’osteoporosi. Solo la mineralometria ossea computerizzata (MOC) permette di confermare la diagnosi. Questo esame indolore viene effettuato a livello della zona lombare o all’estremità superiore del femore tramite la tecnica dei raggi X.

I fattori di rischio dell’osteoporosi:

  • Genetici:Precedenti familiari di osteoporosi e di frattura dell’estremità superiore del femore in parenti di primo grado dovrebbero sempre allarmare.
  • Sesso femminile e menopausa precoce
  • Fattori ambientali e nutrizionali:Apporti di calcio scarsi, carenze di vitamina D, tabacco, alcool, magrezza, sedentarietà, diminuzione dell’acutezza visiva e cadute frequenti
  • Alcune patologie sono a rischio di osteoporosi: La menopausa precoce, l’ipertiroidismo, il diabete di tipo 1 e 2, l’artrite reumatoide, la spondiloartropatia, i problemi neuromuscolari e ortopedici, l’immobilizzazione prolungata.
  • L’assunzione di alcuni farmaci:

La corticoterapia prolungata, gli ormoni tiroidei a forte disaggio, le eparine, gli psicotropi sedativi, gli analoghi del GnRh, gli anticonvulsivanti e gli anti-aromatasi.

Cosa succede alle donne in menopausa?

Per quale motivo le ossa diventano così fragili? I tessuti ossei contengono due tipi di cellule: gli osteoblasti, quelli che costruiscono i tessuti ossei, e quelli che li distruggono, gli osteoclasti. Prima della menopausa, gli estrogeni secreti dalle ovaie esercitano un effetto protettore inibendo gli osteoclasti e stabilendo un equilibrio. Dopo la menopausa, con il crollo degli estrogeni, le cellule distruttrici perdono il controllo, provocando un indebolimento osseo. Così, circa il 50% delle donne over 50 sono a rischio di sviluppare un’osteoporosi e di essere vittime di fratture.

L’osteoporosi nell’uomo:

È meno frequente rispetto alle donne (sebbene in constante aumento) ma per contro nettamente più grave. Anche in questo caso, la causa è l’abbassamento della produzione dei loro ormoni sessuali (soprattutto il testosterone). Un uomo su cinque è a rischio di subire una frattura osteoporotica dopo i 50 anni con un tasso di mortalità dopo la frattura due/tre volte più elevata che nelle donne. Fratture in aumento, depistage in diminuzione per i pazienti: la prevenzione principale è oggi nettamente insufficiente! Allora come prevenire la comparsa di osteoporosi e i rischi di fratture? L’assunzione in funzione preventiva si appoggia su integratori alimentari in combinazione con misure igienico-dietetiche. Questo trattamento naturale per le ossa necessita di un apporto sufficiente di calcio e vitamine per rafforzare e consolidare le ossa, soprattutto la vitamina D. Il tutto integrato con alimenti ricchi di proteine per rafforzare le ossa così come attività fisica regolare.

Per ossa di qualità, la terapia di fondo deve essere composta da una formula Osteo-attiva:

All’inizio del 20esimo secolo, René Quinton, grande Biologo, Naturalista e Fisiologo francese ha dimostrato che ci sarebbe un’identità fisica e fisiologica tra l’acqua di mare e l’interno del nostro organismo. L’ideale è utilizzare la forza attiva di elementi marini (il Phoscalim marin) che contengono Calcio sotto forma di Idrossiapatite, identico a quello che prevale nei tessuti ossei umani.

Il Phoscalim marin contiene:

  • Il Calcio che si trova essenzialmente sotto forma di Idrossiapatite (forma naturalmente presente nell’organismo). Il mattone principale delle ossa è il calcio. Il suo ruolo nella costituzione dell’ossatura permette di mantenere la densità ossea e di rallentare la perdita ossea. Il suo metabolismo è associato al fosforo e alla Vitamina D.
  • Il Fosforo essenziale per la salute delle ossa, componente dell’Idrossiapatite.
  • La vitaminea D, sotto forma di Vitamina D3 (colecalciferolo) naturale è il co-fattore di assimilazione del calcio. Il suo ruolo è di permettere l’assimilazione del calcio. Un dosaggio da 5 microgrammi è ottimale per favorire la fissazione del Calcio sulle ossa.

La prevenzione dell’osteoporosi si accompagna alle misure igienico-dietetiche seguenti:

-Un’alimentazione adatta: Aumenta gli apporti in calcio privilegiando 3 porzioni di prodotti lattieri al giorno. Evita di mangiare troppo salato perché questo provoca una perdita di calcio nelle urine. Consuma tanta frutta e verdura che, per il loro potere alcalinizzante, permettono di conservare il calcio osseo, e per il loro potere antiossidante permettono di frenare il riassorbimento osseo legato alla produzione di radicali liberi. Senza dimenticare le proteine che permettono di diminuire i rischi di fratture del collo del femore e della colonna vertebrale.

-L’attività fisica: Evita la sedentarietà e prediligi la camminata per esempio, che esercita un’attività stimolante per le ossa. Questi esercizi prediligono anche l’equilibrio che previene le cadute. In caso di immobilizzazione prolungata, si consiglia di fare degli esercizi per muovere gli arti inferiori.

-La prevenzione delle cadute e delle fratture: Adatta il tuo abbigliamento (porta scarpe con suole antiscivolo e non indossare vestiti troppo larghi o lunghi). Evita i piani scivolosi (vasche da bagno, scale…). Mettiti al sicuro, evita la posizione in piedi troppo a lungo, non indossare oggetti pesanti e stai attento ai farmaci che alterano lo stato di vigilanza (antidepressivi, ansiolitici, ipnotici)

-Adotta una buona postura: Tieni la testa dritta mantenendo la schiena dritta e sostieni il collo in posizione seduta con l’aiuto di un piccolo cuscino

La prevenzione a lungo termine può permette di evitare numerosi casi

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