La depressione si può curare senza farmaci?

La depressione si può curare senza farmaciLa depressione è una sensazione particolarmente forte, che può isolarci e disarmarci totalmente. Uscirne è un vero e proprio percorso a ostacoli, ma niente è impossibile. Con un supporto adeguato e un po’ di tempo, tutti possono riprendersi. Se l’assistenza medica può aiutare la maggior parte delle persone affette da depressione, molte possono anche uscirne in modo naturale, senza l’ausilio di farmaci. Le alternative esistono e possono aiutarci a rivedere il nostro modo di pensare e di vivere. È possibile uscire dalla depressione senza farmaci? Analisi ed elementi di risposta.

L’Iperico

Un’altra fonte naturale di sostanze nutritive benefiche contro la depressione e i suoi sintomi è l’iperico o erba di San Giovanni. Si tratta di una pianta che si presenta con identità diverse in tutto il mondo. È particolarmente utile in varie situazioni: viene utilizzata contro l’asma, la cistite, la bronchite e molte altre malattie.

Ginkgo biloba

Il ginkgo biloba è una pianta che può essere utilizzata contro la depressione e i suoi sintomi. Infatti, i suoi principi attivi agiscono direttamente sull’ansia generalizzata e contribuiscono a ridurne i sintomi. Come è noto, l’ansia può favorire l’insorgenza della depressione o aggravarla. D’altra parte, il ginkgo biloba ha altri benefici sul nostro sistema cerebrale. Si è rivelato benefico contro il morbo di Alzheimer e i suoi sintomi. Ma in questo caso ci interessano soprattutto i suoi effetti sulla cognizione.

Omega-3 ad alto dosaggio per stimolare il sistema nervoso

Adottare una dieta di tipo mediterraneo riduce il rischio di depressione del 33%. Questa alimentazione privilegia gli acidi grassi monoinsaturi e polinsaturi, in particolare gli omega-3 che sappiamo essere indispensabili per il corretto funzionamento del sistema nervoso. Recenti ricerche vanno anche oltre, sottolineando il vantaggio dell’integrazione di omega-3 per curare la depressione. È stato dimostrato che la sola assunzione di tali integratori alimentari migliora la depressione nelle donne. Gli Omega-3 rientrano pertanto nelle raccomandazioni canadesi per la cura della depressione con un buon livello di prova.

Gli studi che collegano la carenza di vitamina D all’insorgenza di sintomi depressivi si sono moltiplicati negli ultimi anni.

Chiedi idealmente il parere di un medico che valuterà la durata necessaria della cura. Alcuni integratori alimentari hanno un’elevata concentrazione di omega-3 come la gamma Nutrilife. È inoltre possibile condire i propri pasti con olio di colza o di noci, ricchi di omega 3.

L’attività fisica, efficace quanto gli antidepressivi!

Questa è la conclusione di una perizia collegiale dell’Inserm pubblicata nel 2019: un programma di attività fisica adeguato ha lo stesso beneficio dell’assunzione di farmaci antidepressivi. Inoltre, la pratica di un’attività fisica regolare contribuirebbe a prevenire le ricorrenze di episodi depressivi.

In pratica: esegui almeno 3 sessioni di 30 minuti a settimana con pratiche fisiche miste (aerobica, yoga, resistenza, ecc.) supervisionate, e questo per 3 mesi.

La terapia cognitivo-comportamentale, in caso di sintomi depressivi moderati
Nel campo della psicoterapia, la terapia cognitivo-comportamentale ha il più alto livello di prova. È peraltro consigliata per i sintomi di intensità lieve o moderata.

Questa tecnica viene praticata da medici (di base, psichiatri) o da psicologi specializzati. Può ricorrere a tecniche di respirazione e di rilassamento, a tecniche comportamentali (esposizione graduale a situazioni temute per attenuare la paura e l’angoscia) o a tecniche cognitive volte a modificare le false credenze che il soggetto potrebbe aver sviluppato su se stesso e sul mondo esterno.

Depressione: prevenire le ricadute grazie alla meditazione

In mancanza di un trattamento di prevenzione, il rischio di ricaduta aumenta nei due anni successivi alla depressione e nei soggetti con più episodi depressivi alle spalle. Alcuni ricercatori dell’Università di Oxford hanno condotto uno studio nell’aprile 2015 su oltre 400 pazienti che avevano subito almeno tre episodi depressivi. Alcuni hanno ricevuto un trattamento con antidepressivi, altri delle sessioni di meditazione.

Dopo due anni di follow-up, i tassi di ricaduta nei due gruppi erano quasi simili (44% e 47%). Gli scienziati hanno quindi concluso che la meditazione mindfulness era efficace quanto i trattamenti farmacologici nel prevenire le ricadute. Permette infatti di concentrarsi sul presente e di prendere le distanze dalle proprie emozioni. Per essere efficace, deve comunque essere praticata regolarmente, nella misura, ad esempio, di una trentina di minuti frazionati ogni giorno.

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